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Beviamo sempre la stessa acqua


Ci sono progetti che forse più di altri, rimangono impressi nella memoria di chi li ha pensati, progettati e vissuti. Questo è uno di quelli.

Si tratta di un percorso sull’educazione alla sostenibilità dedicato all’acqua, nato dalla collaborazione tra l’ARPA FVG LaREA e il C.S.R.E. di Manzano (vicino a Udine) dei Servizi Delegati per la Disabilità dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, un centro diurno dove sono ospitati circa una decina di ragazzi under 30 con disabilità intellettiva medio lieve.

In una prima fase di progettazione sono stati individuati assieme agli educatori del C.S.R.E gli obiettivi del progetto ovvero coinvolgere in prima persona i ragazzi ispirandosi ai principi dell’educazione alla sostenibilità ambientale e ai domini della qualità di vita così definiti da Robert Schalock (professore emerito dell’Hastings College in Nebraska e già presidente dell’American Association on Intellectual and Developmental Disabilities).

Si è deciso così di lavorare su quattro linee principali:

Rendere protagonisti del percorso educativo i ragazzi e gli educatori

Approfondire il tema dell’acqua (da un punto di vista ambientale, sociale ed economico) con un  attenzione sia locale che globale

Sviluppare un pensiero critico e propositivo per individuare delle scelte quotidiane concrete

Utilizzare modalità comunicative efficaci per approfondire e rielaborare i temi trattati

I primi due mesi del progetto sono stati dedicati a una serie di incontri settimanali per fare conoscenza e approfondire assieme il tema dell’acqua.

Da prima esperienza nel mondo della disabilità (da parte di chi scrive) la domanda sorgeva spontanea: in che modo coinvolgere i ragazzi su temi anche complessi come far scoprire la particolarità dell’acqua a livello chimico, descriverla come uno dei servizi ecosistemici gratuiti, parlare di distribuzione della risorsa a livello planetario, saper riconoscere un’acqua buona da bere o ancora parlare di acqua come bene comune?

Il primo esercizio, grazie all’aiuto degli educatori del Centro, è stato quello di imparare ancora una volta la semplicità nel comunicare e dare tutto il tempo necessario all’interazione.

Negli incontri, si è scelto di comunicare attraverso poche immagini stampate che via via venivano commentate lasciando tutto il tempo agli educatori per facilitare lo scambio con i ragazzi. Gli incontri, svolti spesso in giardino, della durata di circa un’ora e mezza, in un clima famigliare e intervallati da una piacevole merenda, sono stati solo il punto di partenza per quello che poi è stato vissuto in settimana.

Come poche volte, viste nella nostra esperienza, gli educatori sono stati capaci di elaborare i contenuti e i messaggi per trasformali assieme ai ragazzi in esperienza. È stato il caso ad esempio della visita organizzata al mare per prendere dell’acqua salata e farla bollire per capire veramente la differenza con l’acqua dolce o ancora la ricerca sulla presenza di risorsa idrica nei vari pianeti esistenti, fino ad andare di persona al supermercato o al bar per vedere realmente quanto costa una bottiglia d’acqua al confronto con l’acqua da rubinetto.

Dopo cinque incontri è arrivato il momento di uscire per andare a conoscere da vicino l’acqua. In una fantastica passeggiata nelle zone di Cividale (vicino a Udine), siamo stati accompagnati dai ragazzi e dagli educatori a vedere un affluente del fiume Natisone. È stata l’occasione per ricoprire tutti assieme l’importanza di stare nella natura, ascoltandone i suoni, osservando i colori, le sfumature, le forme e anche le stonature (come qualche rifiuto abbandonato qua e là), accarezzando l’acqua ma soprattutto avendo la capacità di provare a condividere delle emozioni.

C’è stato il tempo anche per leggere dei racconti legati al bosco e all’acqua e di provare a osservare assieme lo stato del fiume raccontando come viene svolta l’attività di monitoraggio attraverso i bioindicatori.

Dopo cinque incontri, siamo stati invitati in una delle stanze del C.S.R.E dove ad attenderci c’era una parete allestita con immagini, disegni, appunti e foto che testimoniavano l’attività svolta attraverso tutti gli incontri.

Era il momento per cercare di rispondere a un altro obiettivo del progetto: cercare di comunicare all’esterno un aspetto particolare che aveva colpito i ragazzi sulla problematica dell’acqua.

È stato scelto di creare uno spot video che cercasse nella sua semplicità di far riflettere su un punto chiave ovvero che l’acqua sul Pianeta è sempre la stessa e che anche un semplice bicchiere che vuotiamo nel lavandino prima di tornare da noi deve compiere un viaggio lunghissimo consumando energia e attraversando il territorio.

Lo spot, scritto e realizzato con i ragazzi e gli educatoti, grazie all’aiuto del regista Marco D’Agostini della mediateca di Udine Mario Quargnolo, è solo uno dei risultati, forse il più visibile, di un’esperienza che ha lasciato in tutti il piacere di aver condiviso un progetto ben fatto.   

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