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A casa tra smartworking e scuola a distanza


Ore 8.30, cucina. Sul tavolo, accanto alle tazze della colazione: un pc, un tablet, due cellulari.

Al pc lavora la mamma in smart working. Al tablet Davide, 8 anni, classe terza della primaria, ascolta le indicazioni della maestra. In soggiorno il papà ha una videoriunione in corso e nella sua stanza, Francesca, 12 anni sta seguendo la videolezione di matematica. Tutti in wi-fi.

Quanto è comune questa situazione nelle nostre case tra smartworking e scuola a distanza? Quanti dispositivi connessi alla rete abbiamo intorno a noi? Tutti i giorni, tutto il giorno?

Che impatto può avere tutto questo a livello di inquinamento elettromagnetico?

A tal proposito, vi invitiamo a consultare il nostro progetto “Usare ma non farsi usare” dedicato al corretto utilizzo di smartphone, tablet e wi-fi.

In particolare, questo tutorial presenta in sintesi 10 modi per limitare l’esposizione all’inquinamento elettromagnetico.

Qualche regola per i più piccoli:

  • la connessione del tablet va accesa solo quando è necessario (se lo strumento può lavorare in locale, wi-fi non serve)
  • la connessione wi-fi va comunque sempre spenta quando si finisce di utilizzare il dispositivo
  • il tablet (il pc o lo smartphone) non sono cuccioli da tenere in braccio
  • se qualcuno ci telefona usiamo il vivavoce, sempre (o l’auricolare se non vogliamo disturbare chi ci è vicino)

Per i più grandi possiamo ricordare che:

  • non tenere lo smartphone in tasca (in nessuna tasca)
  • di notte non abbiamo bisogno della connessione. Abbiamo tutto il giorno per stare virtualmente in contatto con i nostri amici. La notte spegnamo i telefoni e teniamoli lontani dei nostri letti
  • se abbiamo in casa la connessione via cavo, utilizziamola per connetterci alla rete
  • i suggerimenti di utilizzo per smartphone e tablet valgono anche per i telefoni cordless


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