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Il cinema a basso impatto


Inizia oggi a Pordenone la XIV edizione di Le voci dell’inchiesta, il festival dedicato al documentario che anche quest’anno sarà attento alle problematiche ambientali.

In particolare, nella mattinata del 12 novembre si svolgerà una proiezione riservata alle scuole del documentario Dear future children di Franz Böhm. Il documentario, nel quale si intrecciano le storie di tre giovani attiviste tra Chile, Hong Kong e Uganda, sarà un’occasione interessante per riflettere sul concetto e l’importanza dell’”attivismo” in un contesto di grandi sfide a livello mondiale come il Summit Internazionale COP26 sul clima di Glasgow (che si concluderà proprio il 12 novembre).

Sempre nella mattina del 12 novembre, verrà proiettato per il pubblico il documentario The soviet Garden di Dragos Turea sugli incredibili esperimenti sovietici di radioattività applicata all’agricoltura.

Ma la nota più interessante di Le voci dell’inchiesta 2021 è la scelta da parte dell’organizzazione di voler fare un festival a basso impatto ambientale. In collaborazione con ARPA FVG verranno misurati i consumi in termini di energia elettrica e termica, di acqua, materiali a stampa, mobilità di staff, ospiti e pubblico, verranno monitorati i rifiuti e in generale tutte le attività legate ai cinque giorni di eventi. Grazie ai risultati raccolti sarà possibile capire l’impronta del festival in termini di anidride carbonica, per individuare le azioni da mettere in atto e rendere ancora a più basso impatto le future edizioni.

Un prima azione già realizzata è stata la sostituzione dei gadget (lo scorso anno un simpatico pappagallo in plastica) con una semplice cartolina in carta riciclata sulla quale si legge della donazione per ogni partecipante di una piccola quota per acquistare alberi da piantare nelle zone del Friuli Venezia Giulia colpite, ormai tre anni fa, dalla tempesta Vaia.

La scelta di un cinema a basso impatto è però una caratteristica comune anche per gli altri festival che rientrano nel progetto Mediatecambiente, dedicato all’educazione ambientale attraverso l’audiovisivo.

Il festival della Fantascienza di Trieste (appena concluso) è da tempo impegnato nel ridurre la propria impronta ambientale, scegliendo come mezzi di trasporto per gli ospiti solo mezzi elettrici, potenziando la raccolta differenziata negli spazi degli eventi e eliminando le bottigliette di plastica, quest’anno sostituite da delle borracce personalizzate per il festival.

Un’altra novità interessante che riguarda invece il Far East Film Festival di Udine (22-30 aprile 2022), manifestazione che guarda al mondo dell’Asia, sarà la realizzazione del bilancio di impatto ambientale del festival da parte di un gruppo di studenti di una scuola secondaria di secondo grado in collaborazione con ARPA FVG.

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