LaREA - Educazione ambientale in Friuli Venezia Giulia

Per comprendere meglio la tematica dello sviluppo sostenibile è utile ripercorrere gli eventi e le tappe principali che hanno contribuito alla definizione e all’evoluzione del concetto di sostenibilità.

Lo sviluppo sostenibile: un po' di storia

Lo sviluppo sostenibile muove i primi passi tra gli anni `70 e `80, quando cresce la consapevolezza che il modello di produzione e consumo delle società industrializzate non poteva essere considerato compatibile con l’ambiente, soprattutto per quanto riguardava lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali.

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Stoccolma 1972

Si tiene la prima importante conferenza che tratta i temi dello Sviluppo Sostenibile: la United Nations Conference on the Human Environment.

Nella Dichiarazione di Stoccolma (Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'ambiente umano), redatta in questa occasione, vengono espressi, tra gli altri, questi principi:

  • l'uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all'uguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti... Egli ha il dovere solenne di proteggere e migliorare l'ambiente a favore delle generazioni presenti e future.
  • le risorse naturali devono essere preservate attraverso un'adeguata pianificazione e gestione.
  • bisogna mantenere la capacità della Terra di produrre risorse rinnovabili essenziali
  • la conservazione della natura deve avere un ruolo importante all'interno dei processi legislativi ed economici degli Stati
  • lo sviluppo economico e sociale è indispensabile
  • bisogna arrestare le forme di inquinamento che possano danneggiare gli ecosistemi in modo grave o irreversibile
  • nelle politiche e nelle azioni per preservare e migliorare l'ambiente, è necessario tenere presente le situazioni ed i bisogni particolari dei paesi in via di sviluppo
  • i problemi ambientali internazionali dovrebbero essere affrontati in uno spirito di cooperazione da parte di tutti gli Stati, grandi o piccoli, su un piano d'uguaglianza

Tra i risultati della Conferenza, nasce l’UNEP (United Nations Environmental Programme) ovvero il programma delle Nazioni Unite sui problemi ambientali con lo scopo di coordinare e promuovere le iniziative ONU relative alle questioni ambientali.

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Rapporto Bruntland 1987

Negli anni seguenti la comunità mondiale si interrogò sempre più sulle relazioni esistenti tra l’ambiente e le problematiche economico-sociali come la povertà e il sottosviluppo.

Queste riflessioni sfociarono nel 1987 nella pubblicazione di “Our Common Future”, il cosiddetto Rapporto Bruntland, elaborato dalla Commissione Mondiale per l’ambiente e lo sviluppo (WCED, World Commission on Environment and Development).

Il WCED concluse che ambiente e sviluppo non potevano essere considerate due sfide separate: la Commissione abbracciò un tipo di approccio allo sviluppo che tenesse in considerazione le relazioni esistenti a livello ambientale, economico, sociale e del mondo tecnologico.

Un approccio di questo tipo venne chiamato “Sviluppo Sostenibile” e definito da Gro Harem Brundtland (primo ministro norvegese, presidente della Commissione) come: “lo sviluppo che risponde alle necessità delle generazioni presenti, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze”

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Caring for the Earth 1991

La pubblicazione di “Caring for the Earth: A Strategy for Sustainable Living” definita nel 1991 fornisce un ulteriore definizione dello Sviluppo Sostenibile inteso come:

“il soddisfacimento della qualità della vita, mantenendosi entro i limiti della capacità di carico degli ecosistemi che ci sostengono”

“Caring for the Earth” fu pubblicato dalla World Conservation Union (IUCN), dal United Nations Environment Programme (UNEP) e dal World Wide Fund for Nature (WWF).

Se la definizione della Commissione di Brundtland si concentrava sul legame fra il soddisfacimento dei bisogni umani e la “responsabilità intergenerazionale”, quella fornita dalla IUCN sottolinea l’importanza del miglioramento della qualità di vita dell’uomo, nel rispetto della capacità di rigenerazione della terra.

Le due definizioni danno assieme una chiara comprensione del concetto di Sviluppo Sostenibile inteso come beneficio per le persone e per gli ecosistemi.

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Rio de Janeiro 1992

La Conferenza di Rio de Janeiro o UNCED (United Nations Conference on Environment and Development, 3-14 giugno 1992, conosciuta anche come il Summit della Terra) fu la prima grande conferenza successiva al crollo dell’Unione Sovietica e richiese due anni di intensi negoziati per la sua preparazione.

Vi parteciparono rappresentanti di 172 stati, tra cui 108 capi di stato e di governo e decine di migliaia di persone e vi fu una notevole copertura da parte dei mezzi di comunicazione (10.000 i giornalisti presenti).

A Rio si discussero i problemi ambientali del pianeta e i loro legami con i problemi dello sviluppo sociale ed economico.

Oltre 150 paesi firmarono due Convenzioni Internazionali:

  • una sui mutamenti climatici,
  • l'altra sulla protezione della diversità biologica.

Tutte le delegazioni presenti approvarono:

  • la Dichiarazione di Rio, un'impegno sulla tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile
  • una Dichiarazione di Principi senza valore legale sulla gestione, conservazione e sviluppo sostenibile delle foreste
  • l'Agenda 21, ampio ed articolato programma di azione che costituisce una sorta di manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta da qui al 21° secolo.

Con la Dichiarazione di Rio, composta da 27 principi, si delineò ulteriormente il concetto di Sviluppo Sostenibile, che prevedeva un’integrazione dei temi dello sviluppo (economico-sociale) e dell’ambiente.

L’Agenda 21, sottoscritta anche dall'Italia, (vedi anche le pagine dedicate all'A21 in questo sito) può essere considerata come il passaggio concreto dall’approfondimento scientifico e culturale del concetto di Sviluppo Sostenibile, all’assunzione di impegni politici a livello mondiale.

Questo documento, strutturato in quaranta capitoli, rappresenta quindi un piano d’azione, nel quale vengono stabiliti criteri operativi, obiettivi e strategie di riferimento, rivolto a tutta la comunità internazionale e in particolare alle autorità pubbliche di ogni livello, con l’obiettivo di promuovere la piena collaborazione per il perseguimento di uno sviluppo autenticamente sostenibile.

Il Summit di Rio ha fatto emergere la necessità di integrare le diverse dimensioni dello sviluppo. Ciò significa tenere in considerazione anche la molteplicità dei soggetti portatori di istanze (i cosiddetti “stakeholders”) sia ambientali che economiche e sociali.

Per rendere possibile un’effettiva partecipazione, in cui ognuno possa esprimere in maniera critica il proprio punto di vista, è necessario che i cittadini abbiano accesso alle informazioni pertinenti e possano usufruire di validi programmi educativi volti alla sostenibilità.

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Johannesburg 2002

Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile o WSSD (World Summit on Sustainable Development) si tenne a Johannesburg, in Sud Africa, dal 2 al 4 settembre 2002.

In questa occasione, specialmente attraverso il documento “Plan of Implementation of World Summit on Sustainable Development” (Piano d’attuazione), viene ribadito l’impegno a promuovere i principi per la sostenibilità, definiti dieci anni prima a Rio de Janeiro, ad assicurare la continuità nella realizzazione dei progetti di Agenda 21 e viene inoltre data particolare rilevanza al raggiungimento degli obiettivi del Millennio stabiliti dalla “United Nations Millenium Declaration” (Dichiarazione del Millennio).

Particolare importante del Summit è l’integrazione delle tre dimensioni, strettamente collegate tra loro, dello sviluppo sostenibile:

• lo sviluppo economico;
• lo sviluppo sociale e
• la protezione ambientale.

I temi trattati nel documento riguardano infatti

  • la pace,
  • la sicurezza,
  • il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo,
  • il rispetto per le diversità culturali,
  • l’estirpazione della povertà,
  • il cambiamento nei modelli di produzione e consumo insostenibili,
  • la protezione e la gestione delle risorse naturali,

riconoscendo quindi in queste tematiche la basi essenziali per il raggiungimento della sostenibilità (economica, sociale e ambientale) quale beneficio per tutti e in particolar modo per le donne, i giovani, i bambini e le persone più emarginate della società.

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modellini trasparente del pianeta Terra tenuto in una mano