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ALLARME: INVASIONE ALIENA

di Anastasia Traverso e Marco Conz

Le specie aliene, chiamate “alloctone”, sono organismi che, spinti da cambiamenti climatici o introdotti dall’ uomo in un determinato ambiente, convivono o entrano in competizione con le specie locali, dette “autoctone”. Non sono necessariamente dannose, ma molte volte minacciano e sostituiscono le specie indigene, causando danni ambientali, economici e sociali. A questo punto sono considerate invasive: si riproducono allo stato selvatico, espandendosi, e a volte il loro impatto causa drammatici effetti a catena. Esistono al momento molti studi con il compito di identificare e ideare delle soluzioni alla loro stabilizzazione. Ma perché cercare delle soluzioni? L’avvento di questi organismi e la loro sostituzione alle specie native implica una perdita della biodiversità, fondamentale per mantenere l’ ambiente selvaggio dei vari territori e quindi le reti alimentari e i vari sistemi. Come vengono introdotti questi organismi? Esistono due modalità di immissione: intenzionale e accidentale.

Nella prima l’uomo importa specie esotiche a scopo ornamentale, ad esempio specie correlate all’acqua come il giacinto d’acqua, a scopo venatorio o a scopo di compagnia, come alcune specie di pappagalli o serpenti, diventati invasivi una volta rilasciati dai padroni. Diversamente, alcune specie sono inconsapevolmente importate dall’ uomo, come molte specie di alghe nocive o di meduse, provenienti dall’ Oriente e arrivate in Europa tramite le acque di zavorra delle navi, o anche parassiti giunti tramite aeroplani, animali o merci (prevalentemente di legno).

velutina04_thumb_medium230_144Di conseguenza si avranno esiti differenti, che sono descritti tramite vari esempi. Il primo, che offre una visione globale sui vari effetti, riguarda la vespa velutina, un insetto proveniente dall’Asia che ostacola le pratiche di apicoltura causando, come si potrà leggere, un danno considerevole:

DANNI AMBIENTALI ED EFFETTO A CASCATA: le vespe predano le api che, per timore, non lasciano l’arnia, non completando la raccolta del nettare e quindi l’ impollinazione. Si avrà cosi una minore produzione di miele e, alla peggio, la morte dello sciame.

DANNI ECONOMICI: l’assenza di miele comporta il fallimento dell’attività di apicoltura, e la sospensione dell’impollinazione può potenzialmente causare enormi danni all’ economia, poiché l’84% delle piante e il 76% della produzione alimentare dipendono dall’ impollinazione. Nell’ipotesi più negativa, potrebbe verificarsi una carestia.

RISCHI PER LA SALUTE PUBBLICA: le vespe velutine hanno un tasso di riproduzione e diffusione molto alto, fondano in periodi molto brevi nidi secondari e diventano molto aggressive qualora essi siano, anche involontariamente, toccati dall’uomo. Questo articolo descrive uno dei casi peggiori da contatto con un nido di velutine.

Le vespe sono comunque pericolose per l’uomo da principio, avendo un pungiglione che misura fino a mezzo centimetro ed essendo spesso il loro veleno causa di shock anafilattici in caso di allergia.

Per far comprendere meglio al lettore queste tipologie di danni, riportiamo di seguito alcune situazioni in cui una specie alloctona si è rivelata invasiva.

scoiattolo grigioUn diverso caso di danno ambientale è quello dello scoiattolo grigio, importato dalle Americhe come animale da compagnia. Pochi esemplari furono liberati nei boschi di Stupinigi, vicino a Torino, e oggi si contano moltissimi esemplari che rischiano di soppiantare l’autoctono scoiattolo rosso e causano danni a noccioli e pioppi.

Un altro esempio di danno economico che ci è parso molto interessante è quello della nutria, nutriaimportata dal Sud America per la sua pelliccia. Essa infatti causa enormi danni economici (in Italia 2 milioni e mezzo di euro l’anno) perché scava gallerie nel sottosuolo, destabilizzando gli argini dei canali e le dighe e rovinando risaie e altre colture.

Citiamo anche l’ambrosia artemisiifolia, una pianta proveniente dal nord America e diffusa in Europa. ambrosia_10In molti stati è considerata un organismo di quarantena, ovvero è obbligatorio segnalarne la presenza alle forze dell’ ordine perché si tratta di una specie con grandissime potenzialità allergeniche. Emette, infatti, moltissimo polline, che può causare congestione nasale e crisi asmatiche, ed è quindi una specie che causa rilevanti rischi per la salute pubblica.

Gli studiosi stanno cercando di trovare soluzioni molto più immediate ma per adesso consigliano di adottare misure semplici per limitare l’ impatto di queste specie.

La prima è ovviamente la prevenzione,  in quanto risulta essere la soluzione migliore per evitare l’entrata  di questi organismi nel nostro territorio.

pelagia-benoviciUn’altra, che coinvolge direttamente le persone comuni, è la sorveglianza: le università chiedono che sia loro segnalata la presenza di specie alloctone da chiunque possa avvistarle. Ciò è accaduto alla medusa pelagia benovici, individuata nel golfo di Venezia e segnalata dai ricercatori dell’ università di Salento, che l’hanno esaminata.

Vedi l’articolo di www.focus.it

Ultimo tentativo è la gestione delle specie già diffuse e, qualora esse siano competitive, si applica anche un ripopolamento delle specie native.

Lanciamo perciò un appello alle persone comuni e chiediamo a tutti di fare uno sforzo, sia per segnalare la presenza di questi organismi, sia per proporre varie idee per la gestione dell’”emergenza alieni”.


PER SAPERNE DI PIÙ

Questa “invasione aliena” è tuttora in atto, e molte specie esotiche si possono o si stanno trasformando in un serio pericolo per l’ambiente locale. Sono qui citate alcune di queste specie:

A causa del riscaldamento globale e dell’ampliamento del canale di Suez, è in atto una diffusione nel Mar Mediterraneo di varie specie originarie del Mar Rosso. Leggi questo articolo per saperne di più.

È giunta dall’Asia un nuovo parassita: è l’Halyomorpha Halys, una cimice che rovina gli alberi da frutto e le leguminose. Leggi questo articolo per saperne di più.

Un rischio poco conosciuto è quello del virus Zika, che produce  sintomi leggeri negli individui adulti, a volte anche senza mostrare sintomi,  ma che può causare microcefalia e gravi deformazioni nei bambini che riscontrano la malattia in fase fetale. Leggi questo articolo per saperne di più.

Se ti interessa anche leggere a proposito della Aedes Aegypti, la zanzara che costituisce il principale vettore di diffusione per questo virus ed è anche essa una antica specie aliena originaria dell’Africa, ti proponiamo quest’altro articolo.

 

Sitografia:

http://www.arpat.info/index.php?option=com_content&view=article&id=290:vespa-velutina-imparare-a-conoscerla-per-affrontare-il-problema&catid=7:varie

https://it.wikipedia.org/wiki/Specie_invasive_in_Italia

http://www.nationalgeographic.it/natura/2011/02/16/foto/specie_invasive_italia-182378/1/#media

http://www2.units.it/lontra/invasive/index.html

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/02/23/news/specie_invasive_in_italia_sono_oltre_3_000-134075673/

http://www.biodiversamente.org/uploads/allegati_seminari/490Biodiversit%C3%A0%20acquatica%20(Specie%20aliene)%20-%20Francesca%20Ciutti.pdf

http://www.sidimar.tutelamare.it/datiOrganismi.do

http://ocean.si.edu/ocean-news/5-invasive-species-you-should-know