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LE RADIAZIONI NUCLEARI: Che rischi corriamo?

di Matteo Sirignano

Che cosa sono le radiazioni?

Le radiazioni o altrimenti definite onde elettromagnetiche sono dei fenomeni fisici di natura ondulatoria che trasportano energia nello spazio. Gli esempi più comuni di radiazioni sono la luce e il calore. Queste onde si dividono principalmente in due tipi:

  • Radiazioni ionizzanti: esse sono in grado di alterare la materia in quanto possiedono un’energia tale da strappare un elettrone all’atomo colpito;
  • Radiazioni non ionizzanti: queste non hanno energia sufficiente a modificare l’atomo ma ne possiedono un quantitativo tale in grado di eccitare le molecole provocando riscaldamento.
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Spettro elettromagnetico nel quale sono presenti tutte le radiazioni che si trovano in natura. Le onde ionizzanti sono quelle maggiori di 3∙1015 Hz.

 

Parlando di nucleare le radiazioni a cui si farà sempre riferimento sono quelle ionizzanti in quanto esse sono principalmente prodotte da decadimento radioattivo, fusione nucleare, fissione nucleare, corpi caldi (es. le stelle), da cariche accelerate, o da sorgenti “orfane”; in generale esse possiedono una frequenza maggiore dei 3 PHz. Questo tipo di radiazione è pericolosa per l’uomo e per qualunque essere vivente. Come suddetto esse alterano la materia e in particolare nell’uomo possono provocare neoplasia.

 

Che cos’è il decadimento radioattivo?

Il decadimento radioattivo è un fenomeno che coinvolge i nuclei atomici degli elementi instabili i quali emettono particelle subatomiche per raggiungere una stabilità nucleare. L’emissione di particelle subatomiche comporta una conseguente emissioni di radiazioni ionizzanti. Una problematica collegata al decadimento radioattivo e che coinvolge la nostra regione è il problema del radon.

Che cos’è il radon e da dove deriva? Che rischi può comportare?

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Rappresentazione di come il radon dal sottosuolo risalga fino a penetrare nelle abitazioni.

Il radon è un gas nobile radioattivo della tavola periodica. Esso deriva dal decadimento del radio (un altro elemento della tavola periodica) che a sua volta deriva dal decadimento dell’uranio. Essendo radioattivo il radon ha anch’esso un tempo di decadimento che però è molto breve, 3.8 giorni circa, ed è usato per la radioterapia. Questo gas però è altamente tossico per l’uomo infatti è una delle principali cause di tumore al polmone e in Europa è causa di morte di circa 20000 persone con 3000 casi all’anno circa solo in Italia. In particolare la regione Friuli Venezia Giulia è soggetta alla fuoriuscita dal sottosuolo di questo gas inodore che si infiltra nelle abitazioni e nelle strutture mal coibentate o attraverso crepe nelle pareti. Centinaia di siti sono stati censiti dall’ARPA-FVG che ha rilevato vari casi in cui il gas si infiltrava nelle scuole mettendo così a rischio l’incolumità degli utenti della struttura.

Per consultare la mappa della concentrazione del radon in Friuli Venezia Giulia, vai al sito di ARPA FVG.

La problematica coinvolge principalmente la parte alta della regione in particolare tra la linea delle risorgive e le Prealpi Carniche e questo è un fatto di natura biologica in quanto l’alta pianura della regione è composta da un terreno ghiaioso e grossolano che permette facilmente la risalita del gas dal sottosuolo, mentre la parte bassa della regione è formata da un terreno argilloso impermeabile e difficile da penetrare.

Che cos’è la fissione nucleare? Dove avviene?

La fissione nucleare è quel processo di decadimento il quale fa sì che un atomo più pesante si divida in elementi meno pesanti fino a perdere completamente la sua radioattività e nelle centrali nucleari per accelerare il processo di fissione il materiale utilizzato viene bombardato da neutroni. La fissione genera energia termica con la quale si produce vapore a temperatura e pressione elevatissime; il vapore alimenta  delle turbine che collegate ad alternatori producono elettricità. Il materiale utilizzato si trova già in natura: principalmente uranio 235 e isotopi di plutonio. Questo materiale è altamente radioattivo e come detto prima provoca tumori e malformazioni genetiche in quanto le radiazioni ionizzanti che emette interagiscono direttamente con il DNA delle cellule alterandolo.

Ci sono materiali di scarto derivanti dal processo di fissione?

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Deposito di scorie radioattive in Gran Bretagna.

La risposta è affermativa: ci sono materiali di scarto. Questi materiali di scarto sono le famose scorie radioattive. Sono materiali da una radiotossicità elevata e hanno dei tempi di decadimento  elevati che vanno da 300 al milione di anni. Perciò essi impiegano moltissimo tempo a ridurre la loro radiotossicità e quindi vanno tenuti isolati. Dopo questo tempo però la loro radiotossicità non è nulla ma siccome corrisponde ai valori dell’uranio presente nella crosta terrestre viene considerata accettabile. Il vero problema è perciò lo smaltimento di questo materiale altamente tossico. Ad oggi non si conosce un metodo vero e proprio infatti per ora esse vengono conservate in luoghi protetti ed isolati per non contaminare l’ambiente.

 

Che cosa sono le sorgenti “orfane”? Comportano rischi?

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Orologio con lancette fluorescenti. La fluorescenza è data dalla combinazione della fluorescina con un materiale radioattivo: il trizio.

Le sorgenti “orfane” sono delle fonti di radiazioni ionizzanti che derivano da macchinari di origine medica o da rottami metallici. Esse quindi possono facilmente capitare nelle mani di qualunque individuo o industria i quali la maggior parte delle volte sono incoscienti dei rischi che corrono. Le principali fonti di radiazioni possono essere: sorgenti industriali (misuratori di densità, spessore ecc.), rilevatori di fumo o parafulmini, sorgenti ospedaliere derivanti da medicina di tipo nucleare (es. radioterapia) o materiali contaminati. Un episodio accaduto pochi anni fa, nel gennaio del 2004, presso l’acciaieria AFV Beltrame di Vicenza dove una sorgente radioattiva di Cesio 137 è stata fusa con altri rottami metallici: il pericolo è stato rilevato solo grazie all’analisi delle polveri dei filtri della fonderia. Questo esempio è per far capire come queste sorgenti siano innanzitutto nascoste ma soprattutto facilmente reperibili.

Conclusione:

La raccomandazione che viene data è di stare il più lontano possibile da tutte fonti citate nell’articolo perché causano danni ingenti a chiunque le maneggi senza precauzioni, fare attenzione e controllare la coibentazione della propria abitazione per il gas radioattivo che viene dal sottosuolo e soprattutto di non interagire con oggetti metallici di dubbia provenienza.

 

Bibiografia

 https://it.wikipedia.org/wiki/Radon http://www.sabbatiniconsulting.com/DOCUMENTAZIONE/DOC1/24%20Incendio/06%20Angolo%20tecnico/Sorgenti%20orfane.pdfikipedia.org

https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Scoria_radioattiva

https://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_elettronucleare